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Diario del Parassita - Settembre 2007 15.09.07 - Beppe Grillo è diventato di moda Per una voce non allineata e contraria, c'è solo una cosa peggiore del diventare di moda: ed è, diventare di moda fra gli italiani. Proprio come sta accadendo a Beppe Grillo, ad esempio. Innanzitutto: perché Beppe Grillo è diventato di moda? Perché un italiano non si batterebbe mai per una giusta causa, piuttosto, da parassita quale è, preferisce farsi trascinare dalla corrente, magari con una smorfia di disappunto, ma nulla più. O se proprio gli fanno girare i coglioni per qualcosa, piuttosto che informarsi e tutelarsi, si affida a vie alternative, certamente più parassitabili. Se un italiano, nel 2007 ancora si fa fottere migliaia di euri dai cartomanti, piuttosto che imparare la lezione e darsi del coglione, preferisce denunciare il fatto a Mi Manda Rai Tre. Se un italiano subisce un grave disservizio dalla Telecom, piuttosto che battersi in prima persona per ottenere un risultato, si rivolge al Gabibbo. Se un italiano è governato da una classe politica la cui mediocrità, fra l'altro, mi sembra molto paragonabile a quella della popolazione, invece di organizzare un movimento, si batte con Beppe Grillo. Vi invito ad osservarvi tutti dopo aver assistito ad uno spettacolo di Beppe Grillo, o meglio, dopo averne visto una copia piratata da internet: il giorno dopo tutti stupiti a raccontarvi ciò che dice Beppe sulla Fiat, sugli inceneritori, sulla Tav, su Skype e sui parlamentari. Come quando dopo aver visto Matrix al cinema vi ritrovate a scimmiottare le mosse di Keanu Reeves. Non avreste mosso un dito per informarvi su internet (che usate solo per pornazzi, suonerie, mp3 e per mandarvi gli scherzi in PowerPoint ), ma se ve lo dice Beppe Grillo, spunta in voi un remoto senso di moralità civile, una spinta che non vi aspettavate. Gli italiani hanno bisogno di un buffone per ritrovare un'appartenenza alla lotta contro i soprusi. Perché così non si annoiano nemmeno. "Eppure questo non basta" direbbe Arsenij Tarkovskij. Difatti, il vostro stupore dura poco: di lì a breve, ritornate nel giro di poche ore a farvi trascinare dalla squallida routine fisica e morale quotidiana: due palle così al lavoro, i titoli del tg, un caffé di fretta la mattina, 50 centesimi all'accattone, imprecazioni sul governo, che bel sole andiamo al mare, che traffico con questa pioggia, vado a votare ma voto il meno peggio... La moda per un italiano dura poco, e anche se durasse tanto, è pur sempre la più irrazionale delle fissazioni: Beppe Grillo ora è il nostro salvatore, non importa se stia dicendo cazzate o meno, non mi vado a documentare sulla fondatezza delle sue "dritte", non ci capisco un cazzo di inceneritori e di ogm, ma fossi anche il figlio di Mussolini, vado a vedere Beppe Grillo, perché adesso è il suo momento. Dai, dai, andiamo al V-Day, Beppe è un grande, e poi gliele suona a tutti sti politici de mmerda: non avete mosso un dito fino ad oggi, e adesso vi mobilitate in più di 300.000: vi fa sentire degli eroi appoggiare incondizionatamente una lingua pungente e impavida come Beppe Grillo, la Littizzetto o Mondo Marcio. Non mi va di tirare un ennesimo giudizio, ma personalmente penso che 30 anni fa Gaber con "Io se fossi dio" era stato ben più coraggioso. Ve ne ricordate? Forse no, è passato di moda da un pezzo... 11.09.07 - Italiani, turisti del cazzo Nel bel mezzo del Arches National Parks nello Utah, dopo un'oretta di arido sentiero, ci adagiamo sotto uno dei tanti splendidi archi naturali, all'ombra di una roccia nuda e rossiccia, a totale contatto della natura più pura, per goderci il paesaggio ed il riposo: proprio in quel momento spunta una coppia di italiani che, non avendoci riconosciuti come connazionali, ci urlano così per farci levare di mezzo. Al ritorno da una lunga ed impegnativa vacanza nel southwest degli states, posso affermare con assoluta certezza che gli italiani sono i turisti peggiori: onnipresenti in massa (nonostante si lamentino tutto l'anno di "non arrivare a fine mese"), instancabili fotografi, caciaroni, maleducati e soprattutto parassiti. Li ho scorti anche negli anfratti più remoti ed ostili, vestiti sempre alla moda, con infradito, canottierine, capelli ingelatinati, occhiali da sole RayBan, anche nei sentieri più azzardati, o in rafting sul gommone: come se dovessero andare in giro per aperitivi in Via Veneto. Li ho osservati entrare in ristoranti chic con videocamera alla mano, alla faccia della privacy di tutti i clienti, chiedendo foto di gruppo ai malcapitati camerieri. Coi loro puntuali ritardi hanno creato disagi alle comitive escursionistiche. Si presentavano in tarda mattinata lungo i faticosi hikes verso il colorado river nel grand canyon, come se dovessero andare in spiaggia ed hanno assaltato supermercati e negozi come in tempo di guerra. Per non parlare della loro inevitabile nostalgia per gli spaghetti e la pizza... E' stata dura in tutti questi giorni fingersi non italiano, per evitare di ritrovarsi nostro malgrado coinvolti nei loro aggregamenti. Il mondo non deve difendersi dalla desertificazione o dall'innalzamento delle acque: pensi piuttosto a guardarsi dagli italiani in ferie. |